Un’Italia di cui essere fieri

L’Italia è un grande Paese che non sa più di esserlo!

Per questa ragione nasce “Italia Land of Beauty”. Noi italiani abbiamo bisogno di tornare a raccontare – e a raccontarci –  la parte migliore di noi stessi e del nostro Paese:  un’Italia di cui essere fieri, in cui riconoscersi, in cui ritrovare nuovo slancio e fiducia nel futuro.

Sono questi i presupposti con cui la Fondazione Italia Patria della Bellezza, come primissime azioni nell’anno della sua partenza, ha realizzato due ricerche e dato il proprio patrocinio a una terza. Questi studi, numeri alla mano, danno evidenza inequivocabile di un’identità forte che noi Italiani abbiamo smesso di percepire come tale, ma di cui invece dovremmo tornare ad essere consapevoli al fine di svilupparne massimamente le potenzialità.

1. La ricerca Viaggio in Italia, realizzata coon Gfk Italia, è una fotografia mai scattata prima dell’esperienza del viaggio in Italia appunto, ricostruita attraverso la voce di 5000 visitatori provenienti da 3 continenti. Lo studio mette in evidenza come gli stranieri amino moltissimo l’Italia specialmente laddove è più autentica, ossia nelle Regioni generalmente escluse dai tour classici, ma in grado di offrire un’esperienza di un’italianità genuina e indimenticabile. Emerge, inoltre, è che al crescere del livello di soddisfazione del viaggio, cresce la propensione a “comprare italiano”, a testimonianza di quanto il turismo sia una risorsa strategica per il Paese non solo in sé, ma anche per il successo del nostro export.

2. L’Economia della Bellezza si prefigge di introdurre la categoria  della “bellezza” quale  nuovo comparto del PIL, profilandone le diverse componenti, misurandone il valore economico e analizzandone gli andamenti futuri e le potenzialità di sviluppo. La prima parte della ricerca, pubblicata sul Corriere della Sera, ha effettivamente dimostrato come la Bellezza – intesa come sintesi di identità, storia, cultura, territorio, turismo, ma anche capacità innovativa ed eccellenza industriale – generi una ricchezza pari a 240 miliardi,  ossia il 16,5% del PIL del nostro Paese. Non solo un’eredità del passato, dunque, ma  elemento vivo e attuale della nostra vita  oltre che della nostra capacità produttiva e competitiva.

3.  Per finire l’ultima ma non meno importante ricerca: “La nuova borghesia produttiva. Un modello per il capitalismo italiano“.  Questa ricerca è molto importante per la classe imprenditoriale del nostro Paese. Spesso ci dicono – e ci diciamo – che le imprese italiane soffrono di nanismo e non riescono ad essere competitive su scala globale perchè non riescono ad adattarsi quasi mai al modello del capitalismo americano dominante. Per questa ragione dovremmo forse considerarle inadeguate? Tutt’altro! Questa indagine si propone di portare alla luce le caratteristiche dell’impresa italiana eccellente, che ha saputo fare della “Bellezza” – intesa come un orientamento alla qualità totale – un asset di sviluppo e di competitività. Per offrire all’intero tessuto imprenditoriale del Paese un identikit di riferimento in cui riconoscersi o a cui ispirarsi per continuare a crescere nell’eccellenza, senza ingiustificati sensi di inferiorità.

Come si vede queste tre ricerche, ciascuna per il proprio ambito, concorrono a rimettere insieme un frame di racconto del nostro Paese che è molto diverso dal percepito che abbiamo interiorizzato negli ultimi anni e che devono spingerci a riconoscere i nostri asset distintivi – Turismo, Industria e Manifattura Eccellente –  e a lavorare alacremente per riapproriarcene con orgoglio e trasformarli in un motore di sviluppo, crescita e competitività.

Come disse Ben Gurion, fondatore dello stato di Israele: ” Chi non crede nei miracoli non è ragionevole“!

Crediti:

 

Maurizio di Robilant

About Maurizio di Robilant

Presidente e fondatore della Fondazione Italia Patria della Bellezza. Dopo oltre 30 anni di esperienza nella consulenza d’impresa e una lunga attività a sostegno del Made in Italy, Maurizio decide di mettere la propria competenza al servizio del Paese ideando il progetto che sottende la costituzione della Fondazione: costruire un’identità competitiva per l’Italia, per contribuire al rilancio del Paese, trasformando il suo straordinario potenziale di bellezza in una risorsa strategica di sviluppo economico e sociale. Per fare dell’Italia la Patria della Bellezza.